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Leggere i cambiamenti climatici e lo stato della biodiversità attraverso i licheni: l’Università di Trieste ospita i principali studiosi mondiali
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Dal 26 al 31 luglio l’Ateneo sarà sede del 10th Symposium of the International Association for Lichenology – IAL10, il principale appuntamento internazionale dedicato allo studio dei licheni. Al centro del programma anche biologia, genomica, biomonitoraggio e conservazione del patrimonio culturale
Dal 26 al 31 luglio 2026 l’Università degli Studi di Trieste ospiterà il 10th Symposium of the International Association for Lichenology – IAL10 (https://ial10.units.it/), il maggiore appuntamento scientifico internazionale dedicato alla lichenologia. Il congresso, organizzato ogni quattro anni dall’International Association for Lichenology (https://ial-lichenology.org/), si svolgerà per la prima volta in Italia e riunirà nel campus di Piazzale Europa 350 studiose e studiosi provenienti da tutto il mondo.
La lichenologia studia i licheni, organismi complessi che si sviluppano attraverso l’associazione stabile tra un fungo e uno o più partner capaci di svolgere la fotosintesi. Presenti negli ambienti più diversi, comprese alcune delle regioni più estreme del pianeta, i licheni rappresentano un importante modello per comprendere i meccanismi della simbiosi, dell’adattamento e dell’evoluzione. La loro sensibilità alle condizioni ambientali ne consente inoltre l’impiego nel monitoraggio della qualità dell’aria e degli ecosistemi, mentre la loro interazione con rocce, edifici e monumenti è oggetto di studio nell’ambito della conservazione del patrimonio culturale.
I lavori scientifici si apriranno lunedì 27 luglio nell’edificio H3 e proseguiranno fino a venerdì 31. Il programma comprende cinque conferenze plenarie, oltre venti sessioni tematiche, quattro workshop, comunicazioni scientifiche e sessioni poster. Gli interventi affronteranno le più recenti acquisizioni nel campo della genomica e delle scienze “omiche”, della tassonomia e della sistematica, della biologia delle simbiosi, dell’ecofisiologia e della biodiversità. Ampio spazio sarà riservato anche alle conseguenze dei cambiamenti climatici, alla conservazione degli ecosistemi, al monitoraggio delle città e degli ambienti naturali e al rapporto tra licheni e beni storico-monumentali.
Le conferenze plenarie saranno affidate a Nina Gunde-Cimerman dell’Università di Lubiana, Pavel Škaloud della Charles University di Praga, Theo Llewellyn dell’Imperial College London, Daniel Stanton dell’Università del Minnesota e Gulnara Tagirdzhanova dell’Università di Stoccolma. Tra i temi affrontati figurano le simbiosi capaci di svilupparsi negli ambienti estremi, le analogie ecologiche ed evolutive tra licheni e coralli, i meccanismi genetici alla base della produzione di sostanze protettive, le risposte dei licheni al cambiamento climatico e le interazioni molecolari tra i diversi organismi che compongono la simbiosi.
L’organizzazione locale è coordinata da docenti del Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste. La presidente del congresso è Lucia Muggia, docente di Botanica sistematica; il vicepresidente è Mauro Tretiach, docente di Botanica generale e prorettore vicario di UniTS. Fanno parte della segreteria scientifica e organizzativa Stefano Martellos, docente di Botanica sistematica, e Fabio Candotto Carniel, docente di Botanica generale. Al gruppo triestino si affiancano un comitato organizzatore nazionale e un comitato scientifico composto da esperte ed esperti provenienti da Europa, Asia, Africa, Australia, Nord e Sud America.
La candidatura di Trieste era stata scelta nel 2021, durante la precedente edizione del congresso, organizzata online. La designazione ha riconosciuto il ruolo svolto nel tempo dal gruppo di ricerca dell’Ateneo nell’ambito della lichenologia italiana e internazionale, insieme alla posizione geografica della città, alla sua dimensione multiculturale e alla presenza di una rete particolarmente articolata di istituzioni scientifiche.
Trieste, infatti, è la città in cui la Società Italiana di Lichenologia (SLI) è stata fondata nel 1987 dai Proff. Pier Luigi Nimis (che è stato anche uno dei precedenti Presidenti IAL) e Mauro Tretiach. Oggi la SLI conta più di 150 soci tra accademici, amatori e liberi professionisti, attivi su tutte le tematiche inerenti ai licheni e al loro studio. La scuola di lichenologia di Trieste ancora oggi svolge un ruolo leader nella ricerca italiana, mettendo a disposizione il più grande erbario lichenologico italiano, con più di 42.000 campioni identificati a livello specifico e registrati digitalmente. Grazie all’intenso lavoro di campionamento e ricerca in campo condotto sul territorio italiano, la flora lichenica d’Italia è una delle meglio conosciute al mondo, con chiavi digitali di identificazione – elaborate dai Proff. Nimis e Martellos – disponibili on-line. Le attività di ricerca della scuola lichenologica triestina si concentrano sulla tassonomia e sistematica molecolare, il biomonitoraggio ambientale e l’ecofisiologia e sullo studio delle interazioni tra i partner algali e fungini.
Il programma sarà completato da un’escursione scientifica post-congressuale dedicata all’osservazione dei licheni negli ambienti del Carso classico italiano e sloveno, con tappe nella Riserva naturale della Val Rosandra, nell’area delle Grotte di San Canziano, sull’altopiano della Selva di Ternova e nel territorio di Duino.

Ultimo aggiornamento: 24-07-2026 - 14:58